
(Inizialmente pubblicato il 30 Aprile 2019)
Nelle imprese di famiglia il consiglio di amministrazione è spesso un adempimento: si riunisce per approvare il bilancio e distribuisce incarichi per equilibri familiari. Usato bene è il luogo dove si indirizza e si controlla la gestione, si prepara la successione e si fanno circolare le informazioni tra famiglia e azienda. Per farlo funzionare servono tre scelte: familiari scelti per competenza o rappresentanza e non per compenso, almeno un consigliere indipendente, una valutazione del consiglio ogni anno.
Il consiglio risponde della correttezza della gestione, ma il cuore del suo lavoro è l'indirizzo strategico: supervisionare la gestione, valutare l'amministratore delegato, prepararne la successione, presidiare i rischi e le scelte delicate come i compensi. Nell'impresa di famiglia ha un compito in più: tenere aperto lo scambio di informazioni tra famiglia e azienda, seguire l'inserimento dei giovani e accompagnare il passaggio generazionale.
La logica può essere la rappresentanza, quando i nuclei familiari sono più d'uno, o la competenza. Conviene evitare di mettere in consiglio gli stessi familiari che guidano la gestione: si appiattisce il livello del management su quello del consiglio e la separazione dei poteri resta sulla carta. E il consiglio non è una palestra per i giovani ancora inesperti: possono fare esperienza partecipando da osservatori, senza assumersi responsabilità di cui non sono ancora consapevoli.
La nostra esperienza ci insegna che le imprese di famiglia che aprono il consiglio a consiglieri indipendenti tendono a funzionare meglio di quelle con consigli di soli familiari. Ci vuole coraggio ad aprire il consiglio a una persona esterna, ma prima si comincia meglio è.
Indipendente vuol dire due cose. Economicamente: non qualcuno già a libro paga come consulente o professionista, né spinto dal compenso. Emotivamente: non l'amico a cui dare lustro e gettoni di presenza. Il consigliere giusto porta competenze, esperienze e relazioni utili agli obiettivi dell'impresa, conosce il mestiere e aiuta l'imprenditore a valutare con distacco le proposte dei manager.
Più amministratori delegati possono funzionare solo se gli ambiti di responsabilità sono chiari e non si sovrappongono. Altrimenti la delega si svuota e le decisioni tornano a girare in famiglia.
Il consiglio di amministrazione decide sull'impresa. I temi della famiglia, chi entra in azienda e a quali condizioni, le aspettative tra fratelli, cosa succede a chi vuole uscire, hanno bisogno di un'altra stanza: il consiglio di famiglia o comunque un luogo e un tempo dedicati. Quando quei temi entrano in CdA, il consiglio si blocca; quando non hanno nessuna stanza, il conflitto ne cerca una fuori. Ne abbiamo scritto nel caso Del Vecchio-Milleri.
Tra la primavera e l'estate si approvano i bilanci e spesso si rinnovano i consigli. È il momento migliore per chiedersi se il consiglio fa davvero il suo lavoro o se è solo un obbligo di legge e di statuto.
In una scala da 1 a 10, chiedete a ogni consigliere:
com'è stato il contributo di ogni amministratore?
com'è stato il contributo dell'amministratore o degli amministratori delegati?
quanto è stato attivo ed efficace il confronto in consiglio?
quanto è stato efficace il consiglio nel complesso?
quanto ha funzionato lo scambio di informazioni tra famiglia, consiglio e management?
quanto è adatta la composizione del consiglio?
Per approfondire, gli strumenti Sistema di Governo e Sistema di Responsabilità si scaricano gratis con il Kit Impresa.
Quando conviene aprire il CdA a un consigliere indipendente? Prima di averne bisogno: meglio in un momento tranquillo che in piena successione o in un conflitto, quando sembrerebbe una scelta contro qualcuno.
Un giovane della famiglia può entrare in consiglio? Può partecipare da osservatore per imparare. Entrare come consigliere ha senso quando ha l'esperienza per assumersene le responsabilità.
Che differenza c'è tra consiglio di amministrazione e consiglio di famiglia? Il primo governa l'impresa, il secondo le regole della famiglia verso l'impresa. Tenerli separati protegge entrambi.