FBU Club 114 – Vita Nuova, il caso ReLife con Enzo Scalia

calendar 2025-03-17

Una cavalcata lunga dieci anni

La storia di ReLife è la storia di un percorso di crescita straordinario. In un decennio, da una storica impresa familiare genovese come Benfante – con circa quindici milioni di euro di fatturato – è nato un gruppo che oggi conta oltre 1.200 collaboratori e raggiunge i 500 milioni di euro di ricavi. 

Un risultato che ha preso forma grazie al coinvolgimento di Xenon prima e di F2i poi, e a una strategia capace di ampliare e trasformare l’attività di recupero della carta sul territorio genovese e alessandrino in un modello di economia circolare fondato su quattro divisioni integrate

  • Recycling, dedicata al recupero dei rifiuti solidi urbani e industriali 

  • Paper Mill, per la produzione di cartone a partire da materia prima secondaria proveniente dalla divisione Recycling 

  • Paper Packaging, con tre scatolifici integrati

  • Plastic Packaging, impegnata nel riciclo della plastica

Oggi ReLife è un gruppo di rilevanza nazionale, un ecosistema che testimonia come l’innovazione industriale e la sostenibilità possano camminare insieme.

Naturalmente, non si è trattato di un percorso privo di sfide: l’integrazione tra società e famiglie imprenditoriali, il dialogo tra dimensione finanziaria e industriale, il confronto tra imprenditori e manager hanno richiesto visione, coraggio e capacità di mediazione.

Chi racconta la storia

L’intervista vede protagonista Enzo Scalia, managing director di ReLife, che ha condiviso l’idea e l’impegno per lo sviluppo del gruppo con la famiglia imprenditoriale Benfante. Marco Benfante, insieme al fratello Paolo, guidava l’impresa da cui tutto è nato: la loro visione e il loro impegno hanno creato le basi per il gruppo che ReLife è oggi.

Prima di arrivare in ReLife, Enzo Scalia ha maturato esperienza in grandi realtà del settore, portando competenze preziose per accompagnare la crescita e l’integrazione tra imprenditorialità familiare e management professionale.

Guarda l’intervista su YouTube

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